Anche quest’anno il Salone del Mobile 2025 si è confermato come uno degli appuntamenti più attesi e stimolanti nel panorama internazionale del design. Noi di Architettura Virtuosa e Missione Architetto – architetto Fabio Vicamini e interior stylist Deborah Prando – abbiamo percorso gli spazi della Fiera di Rho tra sorprese, riconferme e riflessioni, cercando ispirazioni da condividere con chi, come noi, vede nell’abitare un gesto evoluto, sensibile e orientato al futuro.
1. Il trionfo del comfort: divani e sedute in primo piano
Il 2025 è stato decisamente l’anno dei divani e delle sedute. Numerose le proposte che hanno saputo unire estetica e funzionalità, con una particolare attenzione a materiali innovativi, tessuti raffinati e forme che accolgono, avvolgono, sorprendono.
Segnaliamo gli stand che ci hanno colpiti di più:
- Dienne, con le sue soluzioni trasformabili e linee essenziali;
- Koinor, che prosegue la sua esplorazione del comfort contemporaneo con eleganza;
- Cane-line, tra indoor e outdoor, con grande leggerezza e materiali resistenti;
- Miki Ferrari, che ha saputo osare con una collezione dal forte carattere artigianale e sartoriale.
Sedersi, nel 2025, è un gesto rituale che unisce estetica, sostenibilità e senso del vivere.






2. Salone Satellite: i giovani progettisti accendono il futuro
La parte più fresca e sorprendente del Salone è sempre il Salone Satellite, che quest’anno ha dato spazio a proposte da ogni parte del mondo, rendendolo una vera finestra sul design che verrà.

Tra le proposte più interessanti:
- “Fil Rouge” di Riccardo Toldo, una lampada a filo LED semplice, poetica, innovativa – terzo premio del Salone Satellite. Un segno luminoso che sembra disegnare l’aria.
- Le casse biomorfe di Juan Cortizo per il Quibor Project, menzione speciale: forme organiche che sembrano crescere nello spazio, tra tecnologia e natura.
- La sedia Evelyn di Aldo Deli, un esercizio di equilibrio e leggerezza dal forte impatto visivo.
- Da non dimenticare il lavoro degli studenti dell’Istituto Marangoni, con i loro animali robotizzati intelligenti, un ponte tra design e intelligenza artificiale che apre a nuove funzioni e nuovi immaginari abitativi. Scopri di più






3. Euroluce: la luce come emozione
Nel padiglione Euroluce, ancora una volta, si è percepito quanto il tema dell’illuminazione stia diventando sempre più centrale nel progetto d’interni. Il rapporto tra luce, forma e percezione è un’arte che si evolve.
In particolare ci ha colpito lo stand di Davide Groppi, con proposte minimali ma cariche di emozione:
- “Magia” di Michele Groppi, un oggetto che sembra sparire e riapparire, evocando un gesto leggero e spirituale;
- “TeTaTeT” di Davide Groppi, che trasforma la luce in un invito alla relazione, al racconto, al silenzio.







Una proposta per il futuro
Se da un lato il Salone del Mobile 2025 conferma la sua vocazione alla ricerca e alla bellezza, dall’altro ci auguriamo che nei prossimi anni si faccia promotore di un’iniziativa concreta per la sostenibilità: un’etichetta che accompagni ogni arredo indicando la provenienza dei materiali, l’impatto ambientale e i livelli di sostenibilità.

Sarebbe un passo fondamentale per guidare non solo le scelte progettuali, ma anche la consapevolezza del pubblico. Il design del futuro è bello solo se è anche giusto.
foto: Deborah Prando

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